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Caprara

La seconda isola per estensione di tutto l'arcipelago, in quanto lunga 1600m per 600 di larghezza, è totalmente disabitata; vi sono un faro automatico ed una piccola costruzione chiamata Casa del Cafone perché ospitò negli anni Venti pastori siciliani e dediti esclusivamente all'agricoltura e all'allevamento. L'isola è prevalentemente rocciosa con una costa più alta rivolta a Nord ed un pianoro degradante verso Sud. Al centro un vallone che divide l'isola in due piccoli colli di 50 m di altezza ognuno, di cui quello leggermente più alto è chiamato il Grosso. Una vegetazione che vede enormi quantità di Lentisco, Cardo e Fascina, una pianta oleosa infiammabile, presente anche sul Cretaccio. Il cappero commestibile, di cui l'isola è colma, ha contribuito a darne il nome visto che Caprara deriva da Capperara, isola di capperi.